martedì 28 febbraio 2017

DADA 1916. La nascita dell’antiarte

Ricorre nel 2016 il centenario della nascita di Dada, il movimento artistico più anarchico e innovativo dell’arte del Novecento e per questa occasione Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei - con la collaborazione di Accademia di Belle Arti Santa Giulia e Università Cattolica del Sacro Cuore - realizzano la principale mostra in Italia dedicata all’anniversario del Dada presentando 270 tra opere d’arte e documenti originali dei protagonisti della scena Dada a partire dal 1916 sino alla fine degli anni Venti: Hugo Ball, Tristan Tzara, Max Ernst, Marcel Duchamp, Man Ray, Francis Picabia, George Grosz, Otto Dix, Hans Arp, Arthur Segal, Hans Richter, Hannah Höch, Marcel Janco, Richard Huelsenbek, Sophie Taüber-Arp, Paul Klee, Kurt Schwitters, Lázló Moholy-Nagy, Theo Van Doesburg, Viking Eggeling. A questi si affiancano Julius Evola, l’artista italiano più direttamente coinvolto nelle
vicende di Dada, con due dei suoi capolavori e importanti opere provenienti da collezioni private e pubbliche, i futuristi, ispiratori del movimento zurighese, presenti in mostra con opere di Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Francesco Cangiullo, Gino Galli, Carlo Erba, i metafisici Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis e Carlo Carrà, in parte conservate nei Musei Civici a cui si aggiungono importanti prestiti. L’obiettivo è di tributare un doveroso omaggio al Dadaismo concentrando l’attenzione sul suo rapporto con l’arte italiana e la sua diffusione a sud delle Alpi con particolare attenzione a Lombardia e Canton Ticino, due luoghi emblematici per la genesi e la fortuna che il movimento Dada ha avuto nel secondo dopoguerra. Tutto ciò trova piena corrispondenza in materiali provenienti da privati - grazie alla generosità di importanti collezionisti europei, ma anche italiani, bresciani e milanesi in particolare – e alla preziosa collaborazione di musei e istituzioni italiane come la Galleria d’Arte Moderna di Torino, le Gallerie d’Italia, la Fondazione Marconi di Milano, il Centro Apice dell’Università degli studi di Milano e la Fondazione Domus per l’arte moderna e contemporanea di Verona, oltre che svizzere, come il Museo d’Arte Moderna della Svizzera Italiana di Lugano, il Museo Comunale d’arte Moderna di Ascona e la Pinacoteca comunale Casa Rusca di Locarno.
La mostra, curata da Luigi Di Corato, direttore Fondazione Brescia Musei, Elena Di Raddo e Francesco Tedeschi, Docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, viene proposta all’interno delle convenzioni tra Fondazione Brescia Musei e il corso di Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo della sede di Brescia, e coinvolge docenti e studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia nella progettazione dell’allestimento e dell’immagine coordinata.
L’esposizione viene inaugurata il 1° ottobre 2016 da una Notte bianca dedicata Dada e offrirà, durante tutta la sua durata, importanti iniziative culturali dedicate a cinema e teatro dadaista, a letture e performance, anche grazie alla ricostruzione in mostra del Cabaret Voltaire, luogo di nascita del movimento e teatro delle sue sperimentazioni più audaci. L’esposizione è l’occasione per fare il punto sull’impatto e la relazione che il Dadaismo ha avuto nella cultura sia internazionale che italiana nel periodo della sua nascita e del suo sviluppo, anche al fine di condividere quelle idee e innovazioni che hanno cambiato per sempre il corso dell’arte contemporanea con le scuole e i giovani in formazione, offrendo loro un confronto con la vitalità di iniziative artistiche realizzate dai giovani di cento anni fa.

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